Trasferimenti

ISTITUZIONE DEL PORTALE INTRANET MOBILITA’ (visibile SOLO da rete ministeriale) per il ruolo Agenti, Assistenti e Sovrintendenti, attraverso il quale il dipendente potrà inserire la propria domanda di trasferimento online :

https://trasferimentionline.cen.poliziadistato.it

Per tutti i dettagli si prega di leggere il seguente Documento PDF.


Di seguito l’aggiornamento al D.P.R. nr. 335/82 – Art. 55 – Trasferimenti.

I trasferimenti di sede del personale di cui al presente decreto legislativo, fatto salvo quanto previsto dall’ultimo comma dell’art. 88 della legge 1 aprile 1981, n. 121, possono essere disposti a domanda dell’interessato, ove questi abbia prestato servizio nella stessa sede ininterrottamente per due anni. A tal fine l’Amministrazione rende noto semestralmente, per ogni sede, il numero delle domande presentate dal personale distinte per ruoli e qualifiche, e pubblica annualmente l’elenco delle sedi disagiate, individuate con decreto del Ministro, sentito il Consiglio nazionale di polizia [107].

Il personale che presta servizio nelle sedi disagiate può chiedere il trasferimento dopo un anno di permanenza in sede [108].

Elenco sedi disagiate – ANNO 2019

Nel disporre il trasferimento d’ufficio l’Amministrazione deve tener conto delle esigenze di servizio e anche delle situazioni di famiglia e del servizio già prestato in sedi disagiate.

Il trasferimento ad altra sede può essere disposto anche in soprannumero all’organico dell’ufficio o reparto quando la permanenza del dipendente nella sede nuoccia al prestigio dell’Amministrazione o si sia determinata una situazione oggettiva di rilevante pericolo per il dipendente stesso, o per gravissime ed eccezionali situazioni personali.

La destinazione del personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato è disposta dal capo della Polizia – direttore generale della pubblica sicurezza.


La graduatoria

Nelle operazioni di mobilità naturalmente avranno la precedenza coloro che si posizionano nelle prime posizioni della graduatoria. Questa sarà stilata tenendo conto di diversi parametri. Ad esempio, per i trasferimenti per provincia diversa si terrà conto di:

– l’anzianità di sede;

– l’anzianità di ruolo;

– il numero di figli;

– il coniuge;

– eventuali problematiche assistenziali (o personali);

– la distanza chilometrica (tra la sede dell’attuale servizio e quella per quale si richiede il trasferimento);

– l’anzianità anagrafica.

Per i trasferimenti sede per sede (quindi nella stessa provincia), i parametri considerati sono:

– l’anzianità di reparto;

– l’anzianità nel ruolo;

– il coniuge;

– sede disagiata;

– eventuali problematiche assistenziali (o personali).


Congedo straordinario per trasferimento ex art. 15 del d.p.r. 395/1995

La circolare nr. 333.A/9807.F.4/10358/2016 del 20 dicembre 2016 a firma del Capo della Polizia, si è resa necessaria per dirimere i conflitti interpretativi della disciplina, nel rispetto della sua natura, più favorevole al dipendente che subisce il disagio derivante dal trasferimento, “consentendogli di fruire di un periodo di congedo straordinario per le esigenze di riorganizzare la propria vita; e ciò anche nelle ipotesi in cui non sia necessario effettuare il trasloco delle masserizie e purché le esigenze da soddisfare siano specificate nella prescritta istanza.”

Prima di tutto, la circolare chiarisce che alla luce dei recenti interventi legislativi nonché giurisprudenziali in materia di diritto di famiglia, non può non estendersi l’ambito dei destinatari del beneficio in argomento – previsto dal richiamato art. 15 del d.P.R. 395/95 al solo personale “ammogliato” o con figli a carico” – includendovi altresì i dipendenti conviventi more uxorio (il cui status risulta comprovato da certificazione anagrafica) nonché coloro che abbiano posto in essere una unione civile.

Ciò posto, le istanze dovranno essere motivate al fine di consentire all’Amministrazione di valutare le esigenze di cui all’art. 15 del d.P.R. 395/95 e saranno favorevolmente accolte nei seguenti casi:

– dipendente che in occasione del trasferimento debba provvedere al trasporto di masserizie (trasloco) e, o alla riorganizzazione familiare nella nuova sede di servizio;
– dipendente (con nucleo familiare) che in occasione del trasferimento non debba provvedere al trasporto delle masserizie ma alla riorganizzazione familiare nella nuova sede di servizio (necessità di provvedere all’allaccio delle diverse utenze, cambio del medico, iscrizione dei propri figli nella nuova sede scolastica, etc);
– dipendente (senza nucleo familiare) che in circostanza del trasferimento non debba provvedere al trasporto delle masserizie ma alla propria riorganizzazione nella nuova sede di servizio (necessità di provvedere all’allaccio delle diverse utenze, cambio del medico, cambio della residenza, etc);
– dipendente (accasermato) che a seguito del trasferimento non debba provvedere al trasporto delle masserizie ma alla propria riorganizzazione nella nuova sede di servizio o anche nella medesima sede qualora venga assegnato ad altro ufficio e benefici dell’alloggio (necessità di liberare e, o attrezzare il posto letto, cambio di residenza, cambio del medico, etc.);
– dipendente (pendolare) che in occasione del trasferimento non organizzi alcun trasloco di masserizie – poiché era già stato autorizzato a risiedere nella sede dove è stato poi trasferito, ma eventualmente debba svolgere le incombenze di riorganizzazione familiare (variazioni bancarie, variazioni scolastiche nel caso in cui i figli frequentino la scuola nel Comune sede di servizio, etc).

Nel caso in cui il dipendente, per specifiche esigenze, intenda fruire del congedo in un tempo successivo rispetto alla decorrenza del provvedimento di trasferimento, oltre a produrre istanza motivata la dovrà integrare con la relativa documentazione, anche mediante autodichiarazione. In tal caso il differimento non potrà andare oltre la durata delle cause che lo hanno consentito.

A tal proposito si precisa che detto differimento potrà aver luogo esclusivamente su richiesta del dipendente ovvero con il suo esplicito e necessario assenso.

A titolo esemplificativo, la circolare indica la situazione del dipendente che subordini il differimento della fruizione del congedo straordinario per trasferimento alla conclusione dell’anno scolastico dei propri figli. Va da sé che il congedo andrà fruito alla fine dell’anno scolastico. Analogamente per chi si trovi nella necessità di rientrare in possesso di una casa precedentemente locata a terzi, il congedo andrà fruito a dimora “liberata”.

Il congedo in argomento potrà essere fruito, purché autorizzato, anche in un periodo antecedente alla decorrenza del trasferimento per il quale sia già pervenuto il relativo telex.

La durata di tale congedo è così articolata:
a) per il trasferimento in territorio nazionale:
– giorni 20 per il personale ammogliato o con famiglia a carico o con almeno 10 anni di servizio;
– giorni 10 per il personale senza famiglia a carico o con meno di 10 anni di servizio;
b) per il trasferimento del personale destinato a prestare servizio all’estero o che rientri da tale servizio:
– giorni 30 al personale ammogliato con famiglia a carico o con almeno l0 anni di servizio;
– giorni 20 al personale senza famiglia a carico o con meno di 10 anni di servizio.

La determinazione dei periodi ha carattere tassativo ed è esclusa ogni forma di discrezionalità nella concessione. Inoltre tale forma di congedo straordinario è definita “speciale” dalla norma che la istituisce ed è da ritenersi aggiuntivo rispetto al limite massimo di 45 giorni previsto dalla normativa generale per il congedo straordinario.

Circolare-congedo-straordinario-per-trasferimento